SERIE A TIM – LE DESIGNAZIONI ARBITRALI DELLA 38ª GIORNATA

Sono stati resi noti i nominativi degli Arbitri, degli Assistenti, dei IV Ufficiali, dei V.A.R. e degli A.V.A.R, che dirigeranno le gare della 38ª Giornata della Serie A TIM 2021/2022.

CLICCA QUI per conoscere tutte le designazioni.

(Foto LaPresse)

Sono stati resi noti i nominativi degli Arbitri, degli Assistenti, dei IV Ufficiali, dei V.A.R. e degli A.V.A.R, che dirigeranno le gare della 38ª Giornata della Serie A TIM 2021/2022.

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SANDRO TONALI EA SPORTS PLAYER OF THE MONTH DI MAGGIO

Il premio sarà consegnato al centrocampista del Milan nel pre-partita di Sassuolo-Milan

Il premio EA SPORTS Player Of The Month di maggio è stato assegnato al calciatore del Milan Sandro Tonali e la sua card Player Of The Month è ora disponibile nella modalità Ultimate Team di FIFA 22. La consegna del trofeo e della card Player Of The Month avverranno nel pre-partita di Sassuolo – Milan, in programma domenica 22 maggio 2022 alle ore 18.00 al “Mapei Stadium – Città del Tricolore” di Reggio Emilia.

La classifica è stata redatta secondo le rilevazioni statistiche di Stats Perform 
(sistema brevettato nel 2010 con K-Sport), con l’ausilio dei dati di tracking registrati con il sistema Hawk-Eye. Per il calcolo finale sono state considerate le giornate dalla 35ª alla 37ª della Serie A TIM 2021/2022.

Tra le principali caratteristiche che hanno permesso al numero 8 rossonero di primeggiare su altri grandi campioni si evidenziano i seguenti dati:

– Il picco di Efficienza Tecnica del 98% lo proietta di diritto tra i migliori centrocampisti a livello Europeo;
– Il 93% di Efficienza Fisica, che raggiunge il 94% nelle azioni ad alta accelerazione, conferma un ottimo stato di forma;
– Ha raggiunto la maturità tattica (K-Movement 95%) e nelle scelte di gioco (K-Solution 93%);
– Abile in fase di costruzione e fondamentale anche nelle fasi di interdizione (Pressing 94%);
– Qualità e quantità: ogni gara percorre quasi 12 km di cui 3 ad alta velocità.

“Sandro Tonali ha vissuto una stagione in continuo crescendo fino ad affermarsi come uno dei migliori centrocampisti del campionato – ha dichiarato Luigi De Siervo, Amministratore Delegato di Lega Serie A -. L’under 23 rossonero ha mostrato tanta personalità e un carisma fuori dal comune; con le sue prestazioni, suggellate da due reti contro l’Hellas Verona, è stato determinante nel perfetto mese di maggio che ha permesso al Milan di arrivare in testa all’ultima giornata di campionato”.

Il premio sarà consegnato al centrocampista del Milan nel pre-partita di Sassuolo-Milan

Il premio EA SPORTS Player Of The Month di maggio è stato assegnato al calciatore del Milan Sandro Tonali e la sua card Player Of The Month è ora disponibile nella modalità Ultimate Team di FIFA 22. La consegna del trofeo e della card Player Of The Month avverranno nel pre-partita di Sassuolo – Milan, in programma domenica 22 maggio 2022 alle ore 18.00 al “Mapei Stadium – Città del Tricolore” di Reggio Emilia.

La classifica è stata redatta secondo le rilevazioni statistiche di Stats Perform 
(sistema brevettato nel 2010 con K-Sport), con l’ausilio dei dati di tracking registrati con il sistema Hawk-Eye. Per il calcolo finale sono state considerate le giornate dalla 35ª alla 37ª della Serie A TIM 2021/2022.

Tra le principali caratteristiche che hanno permesso al numero 8 rossonero di primeggiare su altri grandi campioni si evidenziano i seguenti dati:

– Il picco di Efficienza Tecnica del 98% lo proietta di diritto tra i migliori centrocampisti a livello Europeo;
– Il 93% di Efficienza Fisica, che raggiunge il 94% nelle azioni ad alta accelerazione, conferma un ottimo stato di forma;
– Ha raggiunto la maturità tattica (K-Movement 95%) e nelle scelte di gioco (K-Solution 93%);
– Abile in fase di costruzione e fondamentale anche nelle fasi di interdizione (Pressing 94%);
– Qualità e quantità: ogni gara percorre quasi 12 km di cui 3 ad alta velocità.

“Sandro Tonali ha vissuto una stagione in continuo crescendo fino ad affermarsi come uno dei migliori centrocampisti del campionato – ha dichiarato Luigi De Siervo, Amministratore Delegato di Lega Serie A -. L’under 23 rossonero ha mostrato tanta personalità e un carisma fuori dal comune; con le sue prestazioni, suggellate da due reti contro l’Hellas Verona, è stato determinante nel perfetto mese di maggio che ha permesso al Milan di arrivare in testa all’ultima giornata di campionato”.

FOCUS: FIORENTINA – JUVENTUS

* Juventus e Fiorentina hanno pareggiato 52 delle 165 sfide di Serie A TIM, i bianconeri hanno pareggiato più match solo contro il Milan (56) nel torneo – completano 79 successi dei piemontesi e 34 dei toscani.

* La Fiorentina ha vinto solo due delle ultime 16 sfide di Serie A TIM contro la Juventus: il 22 dicembre 2020 e il 15 gennaio 2017 (3N, 11P) e non ha segnato ben otto volte nel periodo.

* Fiorentina e Juventus hanno pareggiato le ultime due sfide al Franchi in Serie A TIM, le due formazioni hanno pareggiato più incontri di fila in casa dei viola nel torneo solo nel periodo tra il 1935 e il 1940 (quattro in quel caso).

* La Fiorentina ha guadagnato 38 punti al Franchi in questo campionato, in caso di successo in questa sfida i viola salirebbero a quota 41 punti, dietro solo all’Inter in gare interne nel torneo in corso (42 in 18 partite). I viola potrebbero inoltre superare i 40 punti in casa in una singola stagione di Serie A TIM per la prima volta dal 2012/13 (43 in quel caso).

* La Fiorentina ha perso quattro delle ultime cinque partite di Serie A TIM (1V), tante quante nelle precedenti 20 in campionato (11V, 5N).

* Dovessere chiudere la stagione davanti all’Atalanta (al momento entrambe a quota 59 punti, con la Viola avanti grazie agli scontri diretti), la Fiorentina potrebbe tornare a giocare una competizione europea per la prima volta dal 2016/17, quando uscì ai sedicesimi di finale di Europa League.

* La Juventus chiuderà il campionato con al massimo 73 punti (in caso di vittoria in questo match): peggior risultato per i bianconeri in una stagione di Serie A TIM a partire dal 2010/11 (58 con Luigi Delneri alla guida).

* Nicolás González ha realizzato un gol in entrambe le ultime due gare di campionato, non ha mai segnato fin qui in tre match di fila in Serie A TIM – il classe ’98 ha segnato sei gol in questa Serie A TIM e non ha mai fatto meglio in una singola stagione considerando anche la Bundesliga (sei anche con lo Stoccarda nel 2020/21).

* Dusan Vlahovic (24 marcature in questo campionato) potrebbe diventare solo il secondo calciatore in grado di segnare almeno 25 gol in una singola stagione di Serie A TIM da Under 23 negli ultimi 60 anni, dopo Ronaldo nel 1997/98 (25 reti con l’Inter).

* Paulo Dybala (115 reti) è il 3° miglior marcatore straniero nella storia della Juventus in tutte le competizioni, dietro solo a David Trezeguet (171) e John Hansen (124) – esclusi oriundi. Tra le squadre affrontate almeno otto volte in Serie A TIM, la Fiorentina è quella contro cui l’argentino ha preso parte a meno reti (tre, un centro e due assist).

(Foto LaPresse)

* Juventus e Fiorentina hanno pareggiato 52 delle 165 sfide di Serie A TIM, i bianconeri hanno pareggiato più match solo contro il Milan (56) nel torneo – completano 79 successi dei piemontesi e 34 dei toscani.

* La Fiorentina ha vinto solo due delle ultime 16 sfide di Serie A TIM contro la Juventus: il 22 dicembre 2020 e il 15 gennaio 2017 (3N, 11P) e non ha segnato ben otto volte nel periodo.

* Fiorentina e Juventus hanno pareggiato le ultime due sfide al Franchi in Serie A TIM, le due formazioni hanno pareggiato più incontri di fila in casa dei viola nel torneo solo nel periodo tra il 1935 e il 1940 (quattro in quel caso).

* La Fiorentina ha guadagnato 38 punti al Franchi in questo campionato, in caso di successo in questa sfida i viola salirebbero a quota 41 punti, dietro solo all’Inter in gare interne nel torneo in corso (42 in 18 partite). I viola potrebbero inoltre superare i 40 punti in casa in una singola stagione di Serie A TIM per la prima volta dal 2012/13 (43 in quel caso).

* La Fiorentina ha perso quattro delle ultime cinque partite di Serie A TIM (1V), tante quante nelle precedenti 20 in campionato (11V, 5N).

* Dovessere chiudere la stagione davanti all’Atalanta (al momento entrambe a quota 59 punti, con la Viola avanti grazie agli scontri diretti), la Fiorentina potrebbe tornare a giocare una competizione europea per la prima volta dal 2016/17, quando uscì ai sedicesimi di finale di Europa League.

* La Juventus chiuderà il campionato con al massimo 73 punti (in caso di vittoria in questo match): peggior risultato per i bianconeri in una stagione di Serie A TIM a partire dal 2010/11 (58 con Luigi Delneri alla guida).

* Nicolás González ha realizzato un gol in entrambe le ultime due gare di campionato, non ha mai segnato fin qui in tre match di fila in Serie A TIM – il classe ’98 ha segnato sei gol in questa Serie A TIM e non ha mai fatto meglio in una singola stagione considerando anche la Bundesliga (sei anche con lo Stoccarda nel 2020/21).

* Dusan Vlahovic (24 marcature in questo campionato) potrebbe diventare solo il secondo calciatore in grado di segnare almeno 25 gol in una singola stagione di Serie A TIM da Under 23 negli ultimi 60 anni, dopo Ronaldo nel 1997/98 (25 reti con l’Inter).

* Paulo Dybala (115 reti) è il 3° miglior marcatore straniero nella storia della Juventus in tutte le competizioni, dietro solo a David Trezeguet (171) e John Hansen (124) – esclusi oriundi. Tra le squadre affrontate almeno otto volte in Serie A TIM, la Fiorentina è quella contro cui l’argentino ha preso parte a meno reti (tre, un centro e due assist).

(Foto LaPresse)

SASSUOLO: UN ANNO DI GENERAZIONE S “PER DIVENTARE GRANDI CI VUOLE PASSIONE”

Si è tenuto ieri al Mapei Stadium il Convegno “Un anno di Generazione S – per diventare Grandi ci vuole passione”, per celebrare il primo anno di attività del progetto del Sassuolo Calcio, innovativo, gratuito e distintivo di responsabilità sociale, dedicato ai giovani, alle società dilettantistiche e alle scuole, con l’obiettivo di promuovere la crescita sportiva e personale, condividendo i valoro e le metodologie del Ssassuolo Calcio

Presenti alla serata, condotta dal giornalista di Sky Marco Nosotti, tra gli altri, i presidenti Carlo Rossi ed Elisabetta Vignotto che hanno fatto gli onori di casa e aperto i lavori del convegno che ha visto diversi interventi e contributi interessanti.

“Per diventare Grandi ci vuole passione” è un concetto che affonda le sue radici nella famiglia Squinzi e di Mapei, rappresentata durante la serata dalla vicepresidente Veronica Squinzi: “Io ho fatto subito associare la squadra di mio figlio proprio perché noi abbiamo creduto fin da subito in questo progetto, ne sono innamoratissima. Diventare un giocatore di Serie A, un professionista è il sogno di tutti, ma il calcio è in primis uno sport e in quanto tale deve sollecitare la passione, la fatica, il gioco di squadra. Questo è il modo di approcciarlo”.

“E’ un anno che è partito il progetto Generazione S – ha affermato l’A.D. Giovanni Carnevali e questo progetto è lo specchio di questa società dove valori quali correttezza, imparzialità, responsabilità, trasparenza, impegno sociale e uguaglianza hanno un ruolo assolutamente rilevante”. “Stiamo avviando in collaborazione con le amministrazioni comunali – ha ribadito il direttore operativo Fabris – il progetto scuole in vista della prossima stagione sportiva. La scuola è la base per loro, abbiamo un bel po’ di idee e vogliamo portare la conoscenza del Sassuolo all’interno delle aule”.

“Questa è l’opportunità per realtà più piccole – ha sottolineato il mister Alessio Dionisidi approcciarsi a una realtà come il Sassuolo. Io ho toccato con mani e piedi le realtà più piccole, sono partito dalla serie D e ora alleno in Serie A. Non le dimentico queste realtà dilettantistiche, sono la base. I più grandi devono dare l’esempio”.

Le parole degli Ambassador di Generazione S

Un progetto, quello di Generazione S, che ha scelto come ambassador calciatori di assoluto valore come Giacomo Raspadori e Benedetta Orsi, entrambi classe 2000, che hanno visto proprio nel Sassuolo realizzarsi il loro percorso calcistico, prima come passione e divertimento e poi come professione. “La cosa più importante – ha sottolineato Raspadori – è la costanza nell’impegno giorno dopo giorno, magari non sempre gira tutto come vorresti ma se hai quella passione e quel divertimento arrivi a sentirti pronto”.

“Sono nata qui e sono cresciuta qui – ha detto Orsi – ho iniziato che il settore era una piccola realtà e ora ho raggiunto tanti obiettivi. Generazione S compie un anno ora e noi ragazze da giugno saremo riconosciute come professioniste. Penso che questo sia un incentivo in più per le bambine che vogliono approcciarsi a questo sport”.

(Foto sassuolocalcio.it)

www.sassuolocalcio.it

Si è tenuto ieri al Mapei Stadium il Convegno “Un anno di Generazione S – per diventare Grandi ci vuole passione”, per celebrare il primo anno di attività del progetto del Sassuolo Calcio, innovativo, gratuito e distintivo di responsabilità sociale, dedicato ai giovani, alle società dilettantistiche e alle scuole, con l’obiettivo di promuovere la crescita sportiva e personale, condividendo i valoro e le metodologie del Ssassuolo Calcio

Presenti alla serata, condotta dal giornalista di Sky Marco Nosotti, tra gli altri, i presidenti Carlo Rossi ed Elisabetta Vignotto che hanno fatto gli onori di casa e aperto i lavori del convegno che ha visto diversi interventi e contributi interessanti.

“Per diventare Grandi ci vuole passione” è un concetto che affonda le sue radici nella famiglia Squinzi e di Mapei, rappresentata durante la serata dalla vicepresidente Veronica Squinzi: “Io ho fatto subito associare la squadra di mio figlio proprio perché noi abbiamo creduto fin da subito in questo progetto, ne sono innamoratissima. Diventare un giocatore di Serie A, un professionista è il sogno di tutti, ma il calcio è in primis uno sport e in quanto tale deve sollecitare la passione, la fatica, il gioco di squadra. Questo è il modo di approcciarlo”.

“E’ un anno che è partito il progetto Generazione S – ha affermato l’A.D. Giovanni Carnevali – e questo progetto è lo specchio di questa società dove valori quali correttezza, imparzialità, responsabilità, trasparenza, impegno sociale e uguaglianza hanno un ruolo assolutamente rilevante”. “Stiamo avviando in collaborazione con le amministrazioni comunali – ha ribadito il direttore operativo Fabris – il progetto scuole in vista della prossima stagione sportiva. La scuola è la base per loro, abbiamo un bel po’ di idee e vogliamo portare la conoscenza del Sassuolo all’interno delle aule”.

“Questa è l’opportunità per realtà più piccole – ha sottolineato il mister Alessio Dionisi – di approcciarsi a una realtà come il Sassuolo. Io ho toccato con mani e piedi le realtà più piccole, sono partito dalla serie D e ora alleno in Serie A. Non le dimentico queste realtà dilettantistiche, sono la base. I più grandi devono dare l’esempio”.

Le parole degli Ambassador di Generazione S

Un progetto, quello di Generazione S, che ha scelto come ambassador calciatori di assoluto valore come Giacomo Raspadori e Benedetta Orsi, entrambi classe 2000, che hanno visto proprio nel Sassuolo realizzarsi il loro percorso calcistico, prima come passione e divertimento e poi come professione. “La cosa più importante – ha sottolineato Raspadori – è la costanza nell’impegno giorno dopo giorno, magari non sempre gira tutto come vorresti ma se hai quella passione e quel divertimento arrivi a sentirti pronto”.

“Sono nata qui e sono cresciuta qui – ha detto Orsi – ho iniziato che il settore era una piccola realtà e ora ho raggiunto tanti obiettivi. Generazione S compie un anno ora e noi ragazze da giugno saremo riconosciute come professioniste. Penso che questo sia un incentivo in più per le bambine che vogliono approcciarsi a questo sport”.

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www.sassuolocalcio.it

CURIOSITÀ STATISTICHE – 38ª GIORNATA SERIE A TIM

Sono disponibili, nella sezione “Documenti” del nostro sito, le curiosità statistiche sulle gare della 38ª Giornata della Serie A TIM 2021/2022.

Clicca QUI per leggere tutti gli approfondimenti elaborati da EMG Italy sulla base dei dati statistici raccolti da Stats Perform per Lega Serie A.

(Foto LaPresse)

Sono disponibili, nella sezione “Documenti” del nostro sito, le curiosità statistiche sulle gare della 38ª Giornata della Serie A TIM 2021/2022.

Clicca QUI per leggere tutti gli approfondimenti elaborati da EMG Italy sulla base dei dati statistici raccolti da Stats Perform per Lega Serie A.

(Foto LaPresse)

TANTI AUGURI A…

Compiono gli anni oggi Kevin Bonifazi, difensore del Bologna, nato a Toffia nel 1996, Andrea Pinamonti, attaccante dell’Empoli, nato a Cles nel 1999 e Riccardo Calafiori, difensore del Genoa, nato a Roma nel 2002.

(Foto LaPresse)

Compiono gli anni oggi Kevin Bonifazi, difensore del Bologna, nato a Toffia nel 1996, Andrea Pinamonti, attaccante dell’Empoli, nato a Cles nel 1999 e Riccardo Calafiori, difensore del Genoa, nato a Roma nel 2002.

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MILAN: ATLETICA E TECNICA PER I ROSSONERI

Appuntamento a Milanello per i rossoneri oggi per colazione, prima d’iniziare l’allenamento in preparazione dell’ultima giornata di campionato, Sassuolo-Milan di domenica, ore 18.00, a Reggio Emilia. Presenti al Centro Sportivo, per seguire il lavoro della squadra, anche Paolo Maldini e Frederic Massara.

REPORT
Squadra subito in campo per iniziare con l’attivazione muscolare, seguita da alcuni esercizi atletici. Al termine di questi, il gruppo è rientrato in palestra dove ha effettuato una serie di lavori sulla forza. Terminata la prima parte la squadra è tornata sul campo per svolgere ulteriore lavoro atletico finalizzato sulla rapidità; a seguire, prima di rientrare negli spogliatoi, alcune esercitazione tecniche focalizzate principalmente sulle finalizzazioni.

GIOVEDÌ 19 MAGGIO
Il programma di domani prevede un allenamento al mattino.

(Foto LaPresse)

www.acmilan.com

Appuntamento a Milanello per i rossoneri oggi per colazione, prima d’iniziare l’allenamento in preparazione dell’ultima giornata di campionato, Sassuolo-Milan di domenica, ore 18.00, a Reggio Emilia. Presenti al Centro Sportivo, per seguire il lavoro della squadra, anche Paolo Maldini e Frederic Massara.

REPORT
Squadra subito in campo per iniziare con l’attivazione muscolare, seguita da alcuni esercizi atletici. Al termine di questi, il gruppo è rientrato in palestra dove ha effettuato una serie di lavori sulla forza. Terminata la prima parte la squadra è tornata sul campo per svolgere ulteriore lavoro atletico finalizzato sulla rapidità; a seguire, prima di rientrare negli spogliatoi, alcune esercitazione tecniche focalizzate principalmente sulle finalizzazioni.

GIOVEDÌ 19 MAGGIO
Il programma di domani prevede un allenamento al mattino.

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MOURINHO: “LA MENTALITÀ GIUSTA È PENSARE ALLA PARTITA DI VENERDÌ”

José Mourinho ha parlato in conferenza stampa presso il centro sportivo “Fulvio Bernardini” di Trigoria durante la giornata UEFA Media Open Day.

Ecco le sue parole.

Lei è rimasto molto colpito dal rapporto di empatia creato con il pubblico di Roma. Le piacerebbe un progetto a lungo termine qui, diventare tipo il Ferguson della Roma?

“Sir Ferguson è stato 20 anni al Manchester United. Io oggi ho 59 anni, arrivare a 79 è difficile. Ma capisco la tua domanda. A me piace tanto stare qui. Questo è visibile, si sente. Ho accettato un profilo di progetto e questo progetto è di tre anni. Vediamo dopo quale sarà il profilo di progetto dopo questi tre anni”.

“Penso di rimanere qui questi tre anni, non sto pensando e nemmeno cercando di partire prima di questi tre anni. E poi si vedrà la direzione di questo progetto. Tante volte i progetti si avvicinano di più a quello che si pensa, a volte si allontanano, ma il calcio è soprattutto oggi e al massimo domani. Domani voglio stare qui. La prossima stagione voglio stare qui. È il modo più obiettivo per rispondere alla tua domanda”.

Cosa sente di aver già vinto in questo primo anno a Roma, a prescindere da come finirà la finale di Tirana? E cosa serve per portare avanti questo progetto?

“Difficile per me fare un bilancio, è molto difficile. È molto difficile rispondere. Domanda complicata…”.

C’è grande entusiasmo a Tirana per aspettare la Roma e Tirana. Ma ci sono anche problematiche con i tifosi romanisti, vista la capienza del nostro stadio di 20mila persone. E poi su Kumbulla, ci sarà nel suo stadio?

“Con Kumbulla o senza Kumbulla, mi auguro che i tifosi di Tirana stiano di qua e non di là. Se la Roma vince la coppa, ci sarà un albanese che vincerà la coppa a Tirana. E questo per me deve essere più che sufficiente per stare più vicini alla Roma che al Feyenoord. Questo riporta un equilibrio. Noi giochiamo una finale venerdì e un’altra mercoledì, mentre l’altra squadra no è già in vacanza e con più riposo sulle gambe. Magari questa connessione tra Albania e Kumbulla può riequilibrare questo squilibrio. La finale in Albania è un doppio piacere. Uno perché giochiamo la finale, due perché andrò per la prima volta in questo paese. Inoltre, ho qualche amico a Tirana”.

“Il fatto che lo stadio abbia pochi spettatori per tifoserie come quella della Roma e del Feyenoord è l’unica nota negativa. Se si giocasse in uno stadio da 40-50 o 60mila persone sarebbe poco. Se si giocasse questa partita al Santiago Bernabeu sarebbe pieno. Ma un paese come l’Albania merita questa opportunità. Ho giocato già in Macedonia del Nord con il Real Madrid, la finale di Europa League con il Manchester a Stoccolma. Sono paesi che meritano eventi di calcio come questi. Sarà bello, soprattutto sarà bello se Kumbulla alzerà la coppa”.

Lei e Carlo Ancelotti siete tra i tecnici arrivati nelle finali UEFA. Qualcuno vi aveva dato per finiti troppo presto?

“Io penso che il problema con Carlo è che quando tu alleni l’Everton, sicuramente non vinci la Champions. Il problema con me è che la gente ha guardato qualche lavoro mio per vincere e non era per vincere. Quando abbiamo una storia di successi regolari, quasi ciclici, si può dire questo tipo di cosa. Non è un problema. Io non mi sono mai preoccupato di questo. Non penso a nuove generazioni. Penso alla qualità. E la qualità non si vede con l’età”.

“Ci sono giocatori fortissimi di 20 anni e fortissimi di 40. Per esempio, il gol di Quagliarella contro la Fiorentina mi piacerebbe vederlo in alcuni dei miei ragazzi di 20 anni, magari avremmo vinto con il Venezia. Per gli allenatori quando viene a mancare la passione, sei finito. Conosco molto bene il sottoscritto, conosco molto bene anche Carletto. Quando la passione c’è, la qualità c’è, siamo noi a decidere quando basta. Se qualcuno aspetta che io dica basta, deve aspettare tanto perché non sarà presto”.

Per concludere al meglio questa stagione si devono incastrare un paio di risultati nelle prossime due gare. Se questo non avvenisse, sarebbe una beffa? Ma – a suo avviso – per diverse ragioni, sarebbe lo stesso una stagione positiva?

“Questo rischio esiste, non possiamo dire che si tratti di uno scenario impossibile. Esiste questo rischio. Ci sono due finali per giocare, ipoteticamente si possono giocare entrambe e perdere. È un rischio che esiste. Io lo so, i giocatori lo sanno. E non è una situazione facile da gestire. Io sono capace di pensare solo a venerdì, infatti non sono contento di stare qui oggi a parlare in un evento dedicato alla finale di mercoledì”.

“Non ho potuto fare un allenamento vero e proprio perché l’allenamento è stato aperto a voi. Sono stato tutto il tempo seduto in panchina, senza poter fare esercitazioni tattiche o altri allenamenti specifici. È stato un allenamento fake. Però è una realtà, ci sono vari modi per approcciarsi a questo scenario. Sicuramente c’è chi pensa di concentrarsi solo sulla finale di Tirana. C’è chi pensa di mettere i migliori venerdì e poi pensare alla finale di Tirana, che è una gara unica, con 50 e 50 di possibilità. C’è chi pensa metà e metà”.

“Se tu mi fai la domanda, quale dei tre è la filosofia che mi piace più a me, per me è tutto venerdì. Il problema è che non posso essere io a pensare solo a venerdì. I giocatori devono pensare lo stesso, i miei assistenti devono pensare lo stesso, i medici devono pensare lo stesso. Oggi nell’allenamento non abbiamo nascosto nessun giocatore. Ovvero, Smalling, Karsdorp, Zaniolo, Mkhitaryan. I giocatori che non erano lì sono giocatori che in principio non sono disponibili per venerdì, in questo momento. Non è facile. Sarebbe più facile essere già qualificati o essere già fuori dalla forza. Il mio modo di pensare, è tutto per venerdì”.

Ceferin ha svelato una conversazione telefonica con lei in cui lei gli esprimeva la sua contentezza di essere in finale di Conference League. Il fatto che lei sia in finale, è uno spot per la UEFA? E poi, notizie sulle condizioni di Mkhitaryan e Zaniolo?

“Mkhitaryan ha avuto quell’infortunio contro il Leicester, ha bisogno di tempo. Quanto tempo, vedremo. Non ha fatto ancora un allenamento con la squadra. Nessuna possibilità per venerdì e poche per mercoledì. Zaniolo poche per venerdì, penso di più per mercoledì. Ma se le poche possibilità per venerdì diventasse più grande, io farei di tutto per recuperarlo. Smalling è infortunato, zero per cento di possibilità di giocare venerdì, in dubbio per mercoledì. Karsdorp è tra i quattro quello che ha più possibilità di recuperare”.

“Per questa finale, io mi sono emozionato perché più per me, io pensavo alla gente, ai giocatori, meno a me stesso. Ovviamente voglio il trofeo e la finale per me stesso, ma ovviamente per me è più importante la gente che non vive un momento così da tanto. Per i giocatori che possono fare un primo passo, vincendo un titolo. Sono meno egocentrico, più uomo di gruppo e di club. Mi piacerebbe vincere per loro, aiutare a farlo. Mi piacerebbe tanto”.

“Per l’UEFA, dico la verità. Quando esiste un cambio, esistono sempre critiche e scetticismo. La gente che fa un passo di rischio, ha bisogno di aiuto. È una nuova competizione che quando ha iniziato, la gente ha visto i playoff. E quando vedi i playoff squadre di diversi paesi, magari senza club inglesi o spagnoli. Pensi che sia una competizione minore”.

“Poi arrivano in fondo club come Roma, Marsiglia, Leicester, Feyenoord bisogna che questa squadra la prendano sul serio. Per dire le quattro semifinaliste. Semifinali con 70mila persone. Lo stadio nostro pieno, il Velodrome pieno, lo stadio del Leicester pieno. Siamo contenti di aver aiuto l’UEFA e questa nella prossima stagione sarà una competizione ancora più attrattiva”.

Lei ha giocato diverse finali in carriera. Sta riscontrando differenze tra questa preparazione al match e le altre?

“Sì, sento che è più difficile. Ho anche dato degli esempi internamente, prima della finale di Champions con l’Inter, dovevamo vincere lo scudetto. E tutta la gente era concentrata su quell’obiettivo. A Porto è successo esattamente lo stesso. Sento qui un’euforia generale che si sente e che non aiuta a direzionare un focus ad una partita che per me è la più importante, ovvero la prossima. Lo confesso, non è facile”.

“Abbiamo cercato di fare tutto con il direttore Tiago, che nessun giocatore si deve preoccupare a livello logistico. Ma è più globale di questo. È una cosa che si sente fuori. Quando vai a un ristorante, a un supermercato. Nessuno ti dice: “Andiamo a Torino”. Non esiste Torino. E questo nasce dalla gioia di giocare una finale e di avere il 50% di possibilità di vincere un trofeo. Ma la mentalità giusta è pensare a venerdì”.

“Quello che mi fa sentire un po’ frustrato, noi meritavamo già di essere quinti e con tanti punti di punteggio. Tra arbitri, var, noi che abbiamo sbagliato, io che ho sbagliato, sfortuna, dovevamo già essere quinti. Ma non lo siamo. Venerdì abbiamo una partita da giocare, da giocare in modo serio”.

C’è ancora in ballo teoricamente il quinto posto, per arrivare davanti la Lazio. Sarri dice che è provinciale fare questo tipo di discorsi. A lei interessa?

“Io di solito non commento le parole dei miei colleghi, ma quando sono d’accordo è più facile commentare. Io sono d’accordo, non si deve guardare alla destra o alla sinistra per dire abbiamo finito davanti o dietro. Lo dicevo pure quando abbiamo perso il derby e quando lo abbiamo vinto. Ho capito cosa significa qui perdere un derby e stravincere un derby. È troppo”.

“Però è cultura, è cultura popolare e io come allenatore ho cercato di imparare la cultura popolare di ogni posto in cui sono stato. E quando diventi romanista, sei romanista. E so che questa cosa è importante. Il quinto o il sesto posto nella pratica è la stessa cosa, quinto o settimo è differente, quarto o quinto è differente. La finale è quello che in definitiva fa la differenza. Se la finale significa un trofeo, significa di più”.

Dell’allenamento fake, di cui ha prima parlato, mi hanno colpito un paio di cose. Ibanez che fa il jolly, Spinazzola a destra. Possono essere delle indicazioni?

“Ibanez da jolly significa che lui è fantastico in tanti aspetti del suo gioco, non è così fantastico da sviluppare gioco nella visione, nei passaggi, dove ci sono le sue limitazioni. Giocando da jolly, lui ha la possibilità di avere sempre palla, in diverse zone di gioco, anche in zone dove ha pressione intorno a lui e non soltanto davanti come quando gioca da difensore centrale. E sicuramente lo aiuta a pensare più veloce, a eseguire più veloce. Cristante lo fa da qualche mese e onestamente mi sembra che abbia migliorato tanto come giocatore posizionale lì”.

“Spinazzola con il Venezia non è andato male per niente. Peccato per il cartellino giallo, per un giocatore non al massimo del potenziale poteva creargli difficoltà nel secondo tempo. Però quei 45 minuti ha giocato senza problemi. Il fatto di allenarlo sul destro significa che, al momento, non abbiamo Karsdorp. A sinistra abbiamo soluzioni come Zalewski, abbiamo Vina, abbiamo El Shaarawy se giochiamo a tre. E Leo, che preferisce giocare a sinistra, quando arriva il momento di difficoltà, dobbiamo giocare con quello che abbiamo. E se lui dovrà giocare a destra, giocherà a destra”.

(Foto LaPresse)

www.asroma.com

José Mourinho ha parlato in conferenza stampa presso il centro sportivo “Fulvio Bernardini” di Trigoria durante la giornata UEFA Media Open Day.

Ecco le sue parole.

Lei è rimasto molto colpito dal rapporto di empatia creato con il pubblico di Roma. Le piacerebbe un progetto a lungo termine qui, diventare tipo il Ferguson della Roma?

“Sir Ferguson è stato 20 anni al Manchester United. Io oggi ho 59 anni, arrivare a 79 è difficile. Ma capisco la tua domanda. A me piace tanto stare qui. Questo è visibile, si sente. Ho accettato un profilo di progetto e questo progetto è di tre anni. Vediamo dopo quale sarà il profilo di progetto dopo questi tre anni”.

“Penso di rimanere qui questi tre anni, non sto pensando e nemmeno cercando di partire prima di questi tre anni. E poi si vedrà la direzione di questo progetto. Tante volte i progetti si avvicinano di più a quello che si pensa, a volte si allontanano, ma il calcio è soprattutto oggi e al massimo domani. Domani voglio stare qui. La prossima stagione voglio stare qui. È il modo più obiettivo per rispondere alla tua domanda”.

Cosa sente di aver già vinto in questo primo anno a Roma, a prescindere da come finirà la finale di Tirana? E cosa serve per portare avanti questo progetto?

“Difficile per me fare un bilancio, è molto difficile. È molto difficile rispondere. Domanda complicata…”.

C’è grande entusiasmo a Tirana per aspettare la Roma e Tirana. Ma ci sono anche problematiche con i tifosi romanisti, vista la capienza del nostro stadio di 20mila persone. E poi su Kumbulla, ci sarà nel suo stadio?

“Con Kumbulla o senza Kumbulla, mi auguro che i tifosi di Tirana stiano di qua e non di là. Se la Roma vince la coppa, ci sarà un albanese che vincerà la coppa a Tirana. E questo per me deve essere più che sufficiente per stare più vicini alla Roma che al Feyenoord. Questo riporta un equilibrio. Noi giochiamo una finale venerdì e un’altra mercoledì, mentre l’altra squadra no è già in vacanza e con più riposo sulle gambe. Magari questa connessione tra Albania e Kumbulla può riequilibrare questo squilibrio. La finale in Albania è un doppio piacere. Uno perché giochiamo la finale, due perché andrò per la prima volta in questo paese. Inoltre, ho qualche amico a Tirana”.

“Il fatto che lo stadio abbia pochi spettatori per tifoserie come quella della Roma e del Feyenoord è l’unica nota negativa. Se si giocasse in uno stadio da 40-50 o 60mila persone sarebbe poco. Se si giocasse questa partita al Santiago Bernabeu sarebbe pieno. Ma un paese come l’Albania merita questa opportunità. Ho giocato già in Macedonia del Nord con il Real Madrid, la finale di Europa League con il Manchester a Stoccolma. Sono paesi che meritano eventi di calcio come questi. Sarà bello, soprattutto sarà bello se Kumbulla alzerà la coppa”.

Lei e Carlo Ancelotti siete tra i tecnici arrivati nelle finali UEFA. Qualcuno vi aveva dato per finiti troppo presto?

“Io penso che il problema con Carlo è che quando tu alleni l’Everton, sicuramente non vinci la Champions. Il problema con me è che la gente ha guardato qualche lavoro mio per vincere e non era per vincere. Quando abbiamo una storia di successi regolari, quasi ciclici, si può dire questo tipo di cosa. Non è un problema. Io non mi sono mai preoccupato di questo. Non penso a nuove generazioni. Penso alla qualità. E la qualità non si vede con l’età”.

“Ci sono giocatori fortissimi di 20 anni e fortissimi di 40. Per esempio, il gol di Quagliarella contro la Fiorentina mi piacerebbe vederlo in alcuni dei miei ragazzi di 20 anni, magari avremmo vinto con il Venezia. Per gli allenatori quando viene a mancare la passione, sei finito. Conosco molto bene il sottoscritto, conosco molto bene anche Carletto. Quando la passione c’è, la qualità c’è, siamo noi a decidere quando basta. Se qualcuno aspetta che io dica basta, deve aspettare tanto perché non sarà presto”.

Per concludere al meglio questa stagione si devono incastrare un paio di risultati nelle prossime due gare. Se questo non avvenisse, sarebbe una beffa? Ma – a suo avviso – per diverse ragioni, sarebbe lo stesso una stagione positiva?

“Questo rischio esiste, non possiamo dire che si tratti di uno scenario impossibile. Esiste questo rischio. Ci sono due finali per giocare, ipoteticamente si possono giocare entrambe e perdere. È un rischio che esiste. Io lo so, i giocatori lo sanno. E non è una situazione facile da gestire. Io sono capace di pensare solo a venerdì, infatti non sono contento di stare qui oggi a parlare in un evento dedicato alla finale di mercoledì”.

“Non ho potuto fare un allenamento vero e proprio perché l’allenamento è stato aperto a voi. Sono stato tutto il tempo seduto in panchina, senza poter fare esercitazioni tattiche o altri allenamenti specifici. È stato un allenamento fake. Però è una realtà, ci sono vari modi per approcciarsi a questo scenario. Sicuramente c’è chi pensa di concentrarsi solo sulla finale di Tirana. C’è chi pensa di mettere i migliori venerdì e poi pensare alla finale di Tirana, che è una gara unica, con 50 e 50 di possibilità. C’è chi pensa metà e metà”.

“Se tu mi fai la domanda, quale dei tre è la filosofia che mi piace più a me, per me è tutto venerdì. Il problema è che non posso essere io a pensare solo a venerdì. I giocatori devono pensare lo stesso, i miei assistenti devono pensare lo stesso, i medici devono pensare lo stesso. Oggi nell’allenamento non abbiamo nascosto nessun giocatore. Ovvero, Smalling, Karsdorp, Zaniolo, Mkhitaryan. I giocatori che non erano lì sono giocatori che in principio non sono disponibili per venerdì, in questo momento. Non è facile. Sarebbe più facile essere già qualificati o essere già fuori dalla forza. Il mio modo di pensare, è tutto per venerdì”.

Ceferin ha svelato una conversazione telefonica con lei in cui lei gli esprimeva la sua contentezza di essere in finale di Conference League. Il fatto che lei sia in finale, è uno spot per la UEFA? E poi, notizie sulle condizioni di Mkhitaryan e Zaniolo?

“Mkhitaryan ha avuto quell’infortunio contro il Leicester, ha bisogno di tempo. Quanto tempo, vedremo. Non ha fatto ancora un allenamento con la squadra. Nessuna possibilità per venerdì e poche per mercoledì. Zaniolo poche per venerdì, penso di più per mercoledì. Ma se le poche possibilità per venerdì diventasse più grande, io farei di tutto per recuperarlo. Smalling è infortunato, zero per cento di possibilità di giocare venerdì, in dubbio per mercoledì. Karsdorp è tra i quattro quello che ha più possibilità di recuperare”.

“Per questa finale, io mi sono emozionato perché più per me, io pensavo alla gente, ai giocatori, meno a me stesso. Ovviamente voglio il trofeo e la finale per me stesso, ma ovviamente per me è più importante la gente che non vive un momento così da tanto. Per i giocatori che possono fare un primo passo, vincendo un titolo. Sono meno egocentrico, più uomo di gruppo e di club. Mi piacerebbe vincere per loro, aiutare a farlo. Mi piacerebbe tanto”.

“Per l’UEFA, dico la verità. Quando esiste un cambio, esistono sempre critiche e scetticismo. La gente che fa un passo di rischio, ha bisogno di aiuto. È una nuova competizione che quando ha iniziato, la gente ha visto i playoff. E quando vedi i playoff squadre di diversi paesi, magari senza club inglesi o spagnoli. Pensi che sia una competizione minore”.

“Poi arrivano in fondo club come Roma, Marsiglia, Leicester, Feyenoord bisogna che questa squadra la prendano sul serio. Per dire le quattro semifinaliste. Semifinali con 70mila persone. Lo stadio nostro pieno, il Velodrome pieno, lo stadio del Leicester pieno. Siamo contenti di aver aiuto l’UEFA e questa nella prossima stagione sarà una competizione ancora più attrattiva”.

Lei ha giocato diverse finali in carriera. Sta riscontrando differenze tra questa preparazione al match e le altre?

“Sì, sento che è più difficile. Ho anche dato degli esempi internamente, prima della finale di Champions con l’Inter, dovevamo vincere lo scudetto. E tutta la gente era concentrata su quell’obiettivo. A Porto è successo esattamente lo stesso. Sento qui un’euforia generale che si sente e che non aiuta a direzionare un focus ad una partita che per me è la più importante, ovvero la prossima. Lo confesso, non è facile”.

“Abbiamo cercato di fare tutto con il direttore Tiago, che nessun giocatore si deve preoccupare a livello logistico. Ma è più globale di questo. È una cosa che si sente fuori. Quando vai a un ristorante, a un supermercato. Nessuno ti dice: “Andiamo a Torino”. Non esiste Torino. E questo nasce dalla gioia di giocare una finale e di avere il 50% di possibilità di vincere un trofeo. Ma la mentalità giusta è pensare a venerdì”.

“Quello che mi fa sentire un po’ frustrato, noi meritavamo già di essere quinti e con tanti punti di punteggio. Tra arbitri, var, noi che abbiamo sbagliato, io che ho sbagliato, sfortuna, dovevamo già essere quinti. Ma non lo siamo. Venerdì abbiamo una partita da giocare, da giocare in modo serio”.

C’è ancora in ballo teoricamente il quinto posto, per arrivare davanti la Lazio. Sarri dice che è provinciale fare questo tipo di discorsi. A lei interessa?

“Io di solito non commento le parole dei miei colleghi, ma quando sono d’accordo è più facile commentare. Io sono d’accordo, non si deve guardare alla destra o alla sinistra per dire abbiamo finito davanti o dietro. Lo dicevo pure quando abbiamo perso il derby e quando lo abbiamo vinto. Ho capito cosa significa qui perdere un derby e stravincere un derby. È troppo”.

“Però è cultura, è cultura popolare e io come allenatore ho cercato di imparare la cultura popolare di ogni posto in cui sono stato. E quando diventi romanista, sei romanista. E so che questa cosa è importante. Il quinto o il sesto posto nella pratica è la stessa cosa, quinto o settimo è differente, quarto o quinto è differente. La finale è quello che in definitiva fa la differenza. Se la finale significa un trofeo, significa di più”.

Dell’allenamento fake, di cui ha prima parlato, mi hanno colpito un paio di cose. Ibanez che fa il jolly, Spinazzola a destra. Possono essere delle indicazioni?

“Ibanez da jolly significa che lui è fantastico in tanti aspetti del suo gioco, non è così fantastico da sviluppare gioco nella visione, nei passaggi, dove ci sono le sue limitazioni. Giocando da jolly, lui ha la possibilità di avere sempre palla, in diverse zone di gioco, anche in zone dove ha pressione intorno a lui e non soltanto davanti come quando gioca da difensore centrale. E sicuramente lo aiuta a pensare più veloce, a eseguire più veloce. Cristante lo fa da qualche mese e onestamente mi sembra che abbia migliorato tanto come giocatore posizionale lì”.

“Spinazzola con il Venezia non è andato male per niente. Peccato per il cartellino giallo, per un giocatore non al massimo del potenziale poteva creargli difficoltà nel secondo tempo. Però quei 45 minuti ha giocato senza problemi. Il fatto di allenarlo sul destro significa che, al momento, non abbiamo Karsdorp. A sinistra abbiamo soluzioni come Zalewski, abbiamo Vina, abbiamo El Shaarawy se giochiamo a tre. E Leo, che preferisce giocare a sinistra, quando arriva il momento di difficoltà, dobbiamo giocare con quello che abbiamo. E se lui dovrà giocare a destra, giocherà a destra”.

(Foto LaPresse)

www.asroma.com

NAPOLI: RITIRO IN VAL DI SOLE DAL 9 AL 19 LUGLIO

“Siamo felici di tornare in Trentino, sarà un ritiro pieno di sorprese per i nostri tifosi”. Aurelio De Laurentiis ha presentato il ritiro del Napoli a Dimaro Folgarida dal 9 al 19 luglio.

Al fianco del Presidente del Napoli c’erano il Vice Presidente Edoardo De Laurentiis, il tecnico azzurro Luciano Spalletti, Maurizio Rossini (Ceo Trentino Marketing), Marco Katzemberger (vicepresidente APT Val di Sole ed Assessore al Turismo del Comune di Dimaro Folgarida) e Nadia Ramponi Assessore allo Sport e grandi eventi del Comune di Dimaro Folgarida

“Sarà un momento di incontro importante che si ripete da 12 anni in Trentino – ha detto De Laurentiis –  la scorsa stagione avemmo circa 70mila tifosi che hanno seguito il ritiro nonostante la pandemia. Quest’anno avremo finalmente la possibilità di ospitare oltre 1000 persone sulle tribune, in un clima finalmente normalizzato. Senza più limitazioni e distanziamenti organizzeremo anche un accurato programma di divertimento per i tanti appassionati che seguiranno la squadra. Sarà un ritiro all’insegna di una ricostruzione anche dell’intero movimento calcistico dopo due anni poco edificanti. Torneranno gli appuntamenti con gli autografi dei calciatori e le serate in piazza di festa.

“Ci saranno due amichevoli estive, ma quest’anno al di là del ritiro dobbiamo anche pensare alla sosta invernale per i Mondiali. Non possiamo immaginare di stare fermi da metà novembre a dicembre. Quindi organizzeremo qualcosa anche attraverso la Lega per poter tenerci in attività ed essere pronti per la ripresa del campionato”.

Una battuta sul mercato: “Considerato il periodo in cui saremo in Trentino io lo chiamerei “Dimaro-mercato”. Già lì avremo le prime indicazioni, stiamo lavorando come sempre. La prima operazione è quella della conferma di Anguissa”

Luciano Spalletti commenta in maniera entusiasta il ritorno a Dimaro: “Fare la preparazione in Trentino ci permette di lavorare davanti un panorama mozzafiato. Le Dolomiti saranno la nostra colonna sonora con suoni e ambientazioni fantastiche. Troveremo una organizzazione accurata in ogni piccolo particolare. Ci sono le condizioni climatiche ideali sia per allenarsi che per riposare bene la notte anche grazie al torrente noce che aiuta il recupero fisico. Oltretutto l’albergo è molto vicino al campo di allenamento e questo è un aspetto molto importante. Il ritiro è molto importante per preparare la base atletica e rodare il motore psico fisico della stagione, che poi va alimentato di volta in volta durante l’anno.

Sul mercato: “L’intento è quello di rinforzare la squadra e organizzare una rosa di un livello che possa ambire a posizioni di classifica importanti. Si sta già lavorando su questo insieme alla Società e valuteremo le giuste operazioni da compiere”

Edoardo De Laurentiis, Vice Presidente del Napoli: “La Val di Sole per noi è una grande famiglia e Dimaro ormai appartiene idealmente alla Regione Campania. Oltre all’attività sportiva c’è una grande attrattiva per la gastronomia e il sano divertimento. Per noi è sempre un grande piacere trascorrere il ritiro in un posto che riteniamo ormai familiare e parte della nostra storia”

(Foto LaPresse)

www.sscnapoli.it

“Siamo felici di tornare in Trentino, sarà un ritiro pieno di sorprese per i nostri tifosi”. Aurelio De Laurentiis ha presentato il ritiro del Napoli a Dimaro Folgarida dal 9 al 19 luglio.

Al fianco del Presidente del Napoli c’erano il Vice Presidente Edoardo De Laurentiis, il tecnico azzurro Luciano Spalletti, Maurizio Rossini (Ceo Trentino Marketing), Marco Katzemberger (vicepresidente APT Val di Sole ed Assessore al Turismo del Comune di Dimaro Folgarida) e Nadia Ramponi Assessore allo Sport e grandi eventi del Comune di Dimaro Folgarida

“Sarà un momento di incontro importante che si ripete da 12 anni in Trentino – ha detto De Laurentiis –  la scorsa stagione avemmo circa 70mila tifosi che hanno seguito il ritiro nonostante la pandemia. Quest’anno avremo finalmente la possibilità di ospitare oltre 1000 persone sulle tribune, in un clima finalmente normalizzato. Senza più limitazioni e distanziamenti organizzeremo anche un accurato programma di divertimento per i tanti appassionati che seguiranno la squadra. Sarà un ritiro all’insegna di una ricostruzione anche dell’intero movimento calcistico dopo due anni poco edificanti. Torneranno gli appuntamenti con gli autografi dei calciatori e le serate in piazza di festa.

“Ci saranno due amichevoli estive, ma quest’anno al di là del ritiro dobbiamo anche pensare alla sosta invernale per i Mondiali. Non possiamo immaginare di stare fermi da metà novembre a dicembre. Quindi organizzeremo qualcosa anche attraverso la Lega per poter tenerci in attività ed essere pronti per la ripresa del campionato”.

Una battuta sul mercato: “Considerato il periodo in cui saremo in Trentino io lo chiamerei “Dimaro-mercato”. Già lì avremo le prime indicazioni, stiamo lavorando come sempre. La prima operazione è quella della conferma di Anguissa”

Luciano Spalletti commenta in maniera entusiasta il ritorno a Dimaro: “Fare la preparazione in Trentino ci permette di lavorare davanti un panorama mozzafiato. Le Dolomiti saranno la nostra colonna sonora con suoni e ambientazioni fantastiche. Troveremo una organizzazione accurata in ogni piccolo particolare. Ci sono le condizioni climatiche ideali sia per allenarsi che per riposare bene la notte anche grazie al torrente noce che aiuta il recupero fisico. Oltretutto l’albergo è molto vicino al campo di allenamento e questo è un aspetto molto importante. Il ritiro è molto importante per preparare la base atletica e rodare il motore psico fisico della stagione, che poi va alimentato di volta in volta durante l’anno.

Sul mercato: “L’intento è quello di rinforzare la squadra e organizzare una rosa di un livello che possa ambire a posizioni di classifica importanti. Si sta già lavorando su questo insieme alla Società e valuteremo le giuste operazioni da compiere”

Edoardo De Laurentiis, Vice Presidente del Napoli: “La Val di Sole per noi è una grande famiglia e Dimaro ormai appartiene idealmente alla Regione Campania. Oltre all’attività sportiva c’è una grande attrattiva per la gastronomia e il sano divertimento. Per noi è sempre un grande piacere trascorrere il ritiro in un posto che riteniamo ormai familiare e parte della nostra storia”

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SERIE A TIM – LA DESIGNAZIONE ARBITRALE DI TORINO-ROMA

Sono stati resi noti i nominativi dell’Arbitro, degli Assistenti, del IV Ufficiale, del V.A.R. e dell’A.V.A.R, che dirigeranno la gara Torino-Roma, 38ª Giornata della Serie A TIM 2021/2022.

CLICCA QUI per conoscere tutte le designazioni.

(Foto LaPresse)

Sono stati resi noti i nominativi dell’Arbitro, degli Assistenti, del IV Ufficiale, del V.A.R. e dell’A.V.A.R, che dirigeranno la gara Torino-Roma, 38ª Giornata della Serie A TIM 2021/2022.

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