INZAGHI E IL DERBY: “SQUADRA CONCENTRATA, INIZIA UN PERIODO INTENSO E STIMOLANTE”

È la vigilia del Derby: sabato alle 18 a San Siro l’Inter capolista affronta il Milan nella 24ª giornata di Serie A TIM. Il tecnico nerazzurro Simone Inzaghi ha risposto alle domande dei giornalisti collegati presentando la stracittadina milanese.

Si torna in campo dopo la sosta con un match importantissimo come il Derby: che cosa si aspetta?
“Inizia un periodo molto intenso e stimolante. Abbiamo tante avversarie di prestigio da affrontare una dopo l’altra. Ci prepariamo al Derby, è molto sentito e i ragazzi sono molto concentrati. Confido che abbiano una mente libera per approcciarsi in maniera serena e da squadra”.

Pensa che questo Derby possa estromettere il Milan dalla corsa al titolo?
“Io penso di no: mancano 15 partite, abbiamo visto cosa è successo nel girone d’andata: avevamo 7 punti di ritardo e nonostante il pareggio abbiamo recuperato lo svantaggio. È una sfida importante e sappiamo cosa rappresenta per i tifosi ma con 45 punti a disposizione c’è ancora tanto, tanto da giocare prima di tirare conclusioni”.

Una vittoria sarebbe una prova di forza anche alla luce del calendario?
“Conosciamo il percorso iniziato in estate, partito con incognite e trasformate in maniera positiva. Noi abbiamo sempre stimoli che non ci fanno abbassare la guardia, cerchiamo di essere responsabili nell’affrontare i mesi fino al termine della stagione”.

Sono arrivati Gosens e Caicedo, sente di avere una squadra più forte e completa?
“Abbiamo ottimi dirigenti e un grande presidente che ci sta vicino. La società si è fatta trovare pronta, sono arrivati due calciatori che ci possono aiutare da qui alla fine. Robin sta rientrando da una problematica importante e impiegherà ancora del tempo. Felipe l’ho allenato negli ultimi tre anni e lo conosco bene. Sensi è partito perché voleva giocare con continuità. Ci siamo fatti trovare pronti, sono contento di quello che abbiamo fatto”.

Chi sarà il rigorista del match?
“Devo valutare ancora le condizioni dei giocatori che saranno in campo. Abbiamo una lista di rigoristi: Lautaro è quello principale, poi abbiamo Calhanoglu e altri giocatori che possono calciare”.

Inter favorita, è uno stimolo o un peso?
“Ho giocato tanti derby, favoriti non ce ne sono mai. In quello di domani ancor di più: sarà una partita in cui gli episodi faranno la differenza. Le motivazioni del gruppo saranno fondamentali”.

Dopo il mercato di riparazione quale squadra è la più accreditata per la lotta allo Scudetto contro l’Inter?
“La classifica è veritiera: è tutto ancora aperto. Oltre a Milan e Napoli ci sono Atalanta e Juventus che sono molto forti. La Juventus negli ultimi due mesi sta facendo benissimo e ha fatto un grande mercato. Fino alla Juve tutti hanno la possibilità di vincere”.

Il Milan di domani è più o meno forte di quello dell’andata?
“All’andata erano in un ottimo momento, poi hanno avuto tanti infortuni che ne hanno provocato una leggera flessione. Pioli è un ottimo allenatore, dà una grande organizzazione alla squadra. Ha inciso anche il campo di San Siro che ora è stato rizollato, quindi sarà bello giocare il Derby a San Siro”.

Quando guardava i Derby da bambino, ce n’è uno che ricorda in modo particolare?
“Quando eravamo bambini io e Filippo, con mio papà, andavamo sempre a vedere il Piacenza, la città in cui siamo cresciuti e che abbiamo sempre tifato. Il mio derby era Piacenza-Cremonese. Rummenigge, Altobelli e Beccalossi erano i giocatori che ammiravamo di più da bambini, in particolare Spillo”.

Come stanno i giocatori tornati dagli impegni con le Nazionali?
“Abbiamo l’allenamento di oggi per valutare le condizioni. Lautaro giovedì ha fatto un lavoro parziale con Caicedo, Sanchez lo vedrò oggi ma mi ha detto che sta alla grande. Correa è ancora fuori, è sereno e spera di accelerare il rientro in campo. Gosens deve lavorare per ristabilirsi”.

Nell’ultimo periodo ha fatto poco turnover: succederà lo stesso in questo febbraio, con impegni tutti di grande livello?
“Non è semplice dirlo prima di affrontare le singole partite. A gennaio abbiamo avuto partite tiratissime con Lazio, Juventus e Atalanta. Ora vedremo, in base a quanto si spende a livello fisico e mentale”.

Lo stadio sarà aperto al 50%: è un fattore penalizzante?
“Noi ci atteniamo alle regole, ovviamente mi sarebbe piaciuto vedere un derby con 70mila persone, se lo sarebbero meritate le squadre. Anche in Supercoppa al 50% l’atmosfera non era quella delle grandi occasioni. Siamo fiduciosi che la situazione si sistemi, sarà più bello per calciatori e tifosi”.

È stata una sosta per le nazionali diversa, ha avuto quasi tutta la rosa a disposizione: è stato utile?
“È stato davvero importante, abbiamo lavorato bene. Rispetto alle altre soste è stata diversa, sicuramente”.

(Foto LaPresse)

www.inter.it

È la vigilia del Derby: sabato alle 18 a San Siro l’Inter capolista affronta il Milan nella 24ª giornata di Serie A TIM. Il tecnico nerazzurro Simone Inzaghi ha risposto alle domande dei giornalisti collegati presentando la stracittadina milanese.

Si torna in campo dopo la sosta con un match importantissimo come il Derby: che cosa si aspetta?
“Inizia un periodo molto intenso e stimolante. Abbiamo tante avversarie di prestigio da affrontare una dopo l’altra. Ci prepariamo al Derby, è molto sentito e i ragazzi sono molto concentrati. Confido che abbiano una mente libera per approcciarsi in maniera serena e da squadra”.

Pensa che questo Derby possa estromettere il Milan dalla corsa al titolo?
“Io penso di no: mancano 15 partite, abbiamo visto cosa è successo nel girone d’andata: avevamo 7 punti di ritardo e nonostante il pareggio abbiamo recuperato lo svantaggio. È una sfida importante e sappiamo cosa rappresenta per i tifosi ma con 45 punti a disposizione c’è ancora tanto, tanto da giocare prima di tirare conclusioni”.

Una vittoria sarebbe una prova di forza anche alla luce del calendario?
“Conosciamo il percorso iniziato in estate, partito con incognite e trasformate in maniera positiva. Noi abbiamo sempre stimoli che non ci fanno abbassare la guardia, cerchiamo di essere responsabili nell’affrontare i mesi fino al termine della stagione”.

Sono arrivati Gosens e Caicedo, sente di avere una squadra più forte e completa?
“Abbiamo ottimi dirigenti e un grande presidente che ci sta vicino. La società si è fatta trovare pronta, sono arrivati due calciatori che ci possono aiutare da qui alla fine. Robin sta rientrando da una problematica importante e impiegherà ancora del tempo. Felipe l’ho allenato negli ultimi tre anni e lo conosco bene. Sensi è partito perché voleva giocare con continuità. Ci siamo fatti trovare pronti, sono contento di quello che abbiamo fatto”.

Chi sarà il rigorista del match?
“Devo valutare ancora le condizioni dei giocatori che saranno in campo. Abbiamo una lista di rigoristi: Lautaro è quello principale, poi abbiamo Calhanoglu e altri giocatori che possono calciare”.

Inter favorita, è uno stimolo o un peso?
“Ho giocato tanti derby, favoriti non ce ne sono mai. In quello di domani ancor di più: sarà una partita in cui gli episodi faranno la differenza. Le motivazioni del gruppo saranno fondamentali”.

Dopo il mercato di riparazione quale squadra è la più accreditata per la lotta allo Scudetto contro l’Inter?
“La classifica è veritiera: è tutto ancora aperto. Oltre a Milan e Napoli ci sono Atalanta e Juventus che sono molto forti. La Juventus negli ultimi due mesi sta facendo benissimo e ha fatto un grande mercato. Fino alla Juve tutti hanno la possibilità di vincere”.

Il Milan di domani è più o meno forte di quello dell’andata?
“All’andata erano in un ottimo momento, poi hanno avuto tanti infortuni che ne hanno provocato una leggera flessione. Pioli è un ottimo allenatore, dà una grande organizzazione alla squadra. Ha inciso anche il campo di San Siro che ora è stato rizollato, quindi sarà bello giocare il Derby a San Siro”.

Quando guardava i Derby da bambino, ce n’è uno che ricorda in modo particolare?
“Quando eravamo bambini io e Filippo, con mio papà, andavamo sempre a vedere il Piacenza, la città in cui siamo cresciuti e che abbiamo sempre tifato. Il mio derby era Piacenza-Cremonese. Rummenigge, Altobelli e Beccalossi erano i giocatori che ammiravamo di più da bambini, in particolare Spillo”.

Come stanno i giocatori tornati dagli impegni con le Nazionali?
“Abbiamo l’allenamento di oggi per valutare le condizioni. Lautaro giovedì ha fatto un lavoro parziale con Caicedo, Sanchez lo vedrò oggi ma mi ha detto che sta alla grande. Correa è ancora fuori, è sereno e spera di accelerare il rientro in campo. Gosens deve lavorare per ristabilirsi”.

Nell’ultimo periodo ha fatto poco turnover: succederà lo stesso in questo febbraio, con impegni tutti di grande livello?
“Non è semplice dirlo prima di affrontare le singole partite. A gennaio abbiamo avuto partite tiratissime con Lazio, Juventus e Atalanta. Ora vedremo, in base a quanto si spende a livello fisico e mentale”.

Lo stadio sarà aperto al 50%: è un fattore penalizzante?
“Noi ci atteniamo alle regole, ovviamente mi sarebbe piaciuto vedere un derby con 70mila persone, se lo sarebbero meritate le squadre. Anche in Supercoppa al 50% l’atmosfera non era quella delle grandi occasioni. Siamo fiduciosi che la situazione si sistemi, sarà più bello per calciatori e tifosi”.

È stata una sosta per le nazionali diversa, ha avuto quasi tutta la rosa a disposizione: è stato utile?
“È stato davvero importante, abbiamo lavorato bene. Rispetto alle altre soste è stata diversa, sicuramente”.

(Foto LaPresse)

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